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Temperatura acqua di raffreddamento Umidita' dell'aria in ingresso
Purezza gas in ingresso Ingresso di ozono contro ossigeno
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A causa del suo tempo di dimezzamento radiattivo relativamente breve,
l'ozono viene prodotto sempre sul posto da un
generatore di ozono. I due metodi principali di produzione di ozono
sono luce-UV e scarica corona. La produzione di ozono per effetto corona
è più comune al giorno d'oggi e presenta maggiori vantaggi. Tali
vantaggi sono una maggiore sostenibilita' dell'unita', più alta
produzione di ozono e maggiore convenienza nei costi. La radiazione Uv può essere realizzabile dove e' richiesta la produzione di piccole quantita' di ozono (per esempio in laboratori) [3,67]. In questo capitolo verra' descritto soltanto il primo principio accennato. Un'unità di produzione dell'ozono tramite effetto corona consiste nelle seguenti parti: una sorgente di ossigeno, i filtri antipolvere, essiccatori del gas, generatori di ozono, unita' di contatto e distruzione a torcia [5]. Nel generatore di ozono e' presente l'elemento responsabile dell'effetto corona, che fornisce un carico capacitivo. Qui l'ozono è prodotto dall'ossigeno come risultato diretto della scarica elettrica. Questa scarica elettrica rompe la stabile molecola di ossigeno e forma due radicali ossigeno. Questi radicali si possono combinare con le molecole di ossigeno per formare l'ozono. Controllare e mantenere la scarica elettrica, è presente un dielettrico, contenuto in ceramica o vetro. Il calore eccessivo degli elettrodi è raffreddato spesso da acqua di raffreddamento, o da aria (figura 1) [3].
Figura 1: schema della produzione dell'effetto corona Per la produzione di ozono, può essere usata aria
atmosferica (fornita da un compressore) o ossigeno puro (che puo' essere
fornita da un generatore di ossigeno, o a
volte in bottiglie di ossigeno). Per condizionare tale aria, sono
utilizzati essiccatori di aria e filtri per polvere. 3O2 ⇌ 2O3 + ∆T La figura 2 illustra il rapporto fra la temperatura dell'acqua di raffreddamento ed il rendimento della produzione di ozono. Tale figura mostra che all'aumentare della temperatura dell'acqua di raffreddamento la produzione di ozono diminuisce [1,5]. Per limitare la decomposizione dell'ozono, la temperatura nel buco di scarico non dovrebbe essere superiore ai 25 °C. Il consiglio generale è che l'acqua di raffreddamento può aumentare al massimo da 5°C a 20°C . È importante che la temperatura dell'aria dell'ingresso non sia troppo alta.
Figura 2: infuenza dell'acqua di raffeddamento sull'efficienza di produzione di ozono Ingresso aria umida La figura 3 mostra l'influenza dell'umidità sulla capacità del generatore di ozono. Le due linee in discesa illustrano la capacità del generatore: 'ossigeno' per un generatore alimentato ad ossogeno e 'aria' per un generatore alimentato ad aria. Ad un punto di rugiada di -10°C, la capacità del generatore alimentato ad aria è soltanto il 60% della capacita' totale realizzabile. Per i generatori di ozono alimentati con ossigeno, tale capacita' è più alta, circa l'85% [3]
Figura 3: Infuenza dell'umidita' dell'aria in ingresso sull'efficienza di produzione dell'ozono Per impedire queste reazioni secondarie, l'aria in
ingresso passa in una camera di essiccamento prima che venga prodotto
ozono. Per l'essiccamento puo' essere usato un composto di alluminio,
paragonabile ad un gel di silicio. In un
generatore di ozono due o più camere di essiccamento sono usate
alternativamente. Quando una camera di essiccamento è usata per un
determinato periodo di tempo, l'aria umida è portata all'altra camera di
essiccamento, mentre il primo è rigenerato.
Figura 4: Inflenza degli idrocarburi nel tenore di produzione dell'ozono
Quantita' di ozono prodotto
in funzione della concentrazione di ossigeno nell'aria di ingesso
Figura 7: Influenza della concentrazione di ossigeno nella produzione di ozono a diverse correnti elettriche |
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