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Tutti noi possiamo contribuire a ridurre le emissioni globali di gas serra che risultano dalle attivita` umane. Qui di seguito vengono elencate alcune idee e soluzioni per affrontare tale sfida seguendo 7 strategie basilari:
1- Muoversi in modo piu' sostenibile
Complessivamente
le nostre abitudini di trasporto sono responsabili del 21% delle emissioni di
gas serra derivanti dalle attivita’ umane. La benzina produce 2.4 kg di CO2
per litro, quindi se una macchina fa circa 8.5 km/litro rilascia circa 0.4 kg di
CO2 per km percorso. I voli aerei sono responsabili del 6-10% del
problema del riscaldamento globale, anche se non ne parla quasi nessuno. 2- Passare ad automobili a basso consumo E’ stato stimato che nel 2000 c’erano circa 530 milioni di auto nel mondo. Se un auto media fa 10.6 km/litro e viaggia per 16000 km/anno e ogni litro di benzina usato rilascia circa 2.4 kg di CO2, significa che nel corso del 2000 furono emesse nell’atmosfera circa 1.92 miliardi di tonnellate di CO2. I nuovi ibridi benzina/elettrici, come la Prius (Toyota) e la Insight (Honda) raggiungono 21/27.5 km/litro, rilasciando in media meta’ della CO2. Subito dopo questi veicoli ibridi stanno arrivando le auto a celle a combustibile, che bruciano idrogeno emettendo vapore acqueo come gas di scarico. Esse pero’ hanno bisogno di una fonte di energia per funzionare: per ora tale fonte e’ il metanolo, combustibile che comporta alcune emissioni di carbonio, per la seconda generazione sara’ forse possibile utilizzare come combustibile direttamente l’acqua o le alghe. Cosa puoi fare tu per ridurre l’inquinamento di gas serra derivante dalle automobili?
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Auto che consumano meno gasolio Audi 1.2 TDI Volkswagen Lupo 1.2 TDI Smart Smart & passion cdi Reanult Clio 1.5 CDI 80CV Reeb. Toyota Yaris 1.4 Hdi XT Volkswagen Lupo 1.4 TDI Highline Audi A2 1.4 TDI base Ford Festa 1.8 Tddi Eco Pegeout 2.0 Hdi 3p. KR Eco Auto che consumano meno benzinaSmart Smart 600 Daihatso Sirion 1.0i 12V Honda Jazz 1.2 Toyota Jaris 1.0i 16V Opel Corsa 1.0i 12V Fiat Punto 1.2i Lancia Y 1.2i Nissan Micra 1.0i 16V Opel Agila 1.0i 12V Renault Twingo 1.2i Auto che consumano di piu’Ferrari 550 Maranello Lamborghini Muricielago 6.2 Bentley Continental Bentley Arnage Rolls-Royce Corniche Aston Martin V12 Maserati Coupe’/Spider Audi A8 6.0 W12 Aston Martin DB7 Mercedes S 600 BMW M5 |
(consumi urbani in liltri
x 100 km):
5.8
7.5
35.6 |
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3- Scegliere elettodomestici a basso consumo
Nei paesi
sviluppati si consumano di media 3500 kWh l’anno di elettricita’ per alimentare
i vari elettrodomestici, producendo 9.8 ton di CO2 e si usano 1200
litri di gasolio per scaldare la casa, producendo 3.6 ton di CO2, per
un totale complessivo di 5.4 ton l’anno. Bisogna cercare di ridurli il piu’
possibile: per ogni kWh di elettricita’ risparmiata la CO2 calera’ di
circa 0.7 kg. 4- Rendere la propria casa piu’ efficiente Migliorate l’isolamento di soffitti, muri, soffitte e semiinterrati; sostituite i normali vetri con finestre speciali a doppi vetri o che combinano due o tre invisibili, sottili rivestimenti, che consentono alla luce di passare ma riflettono il calore perche’ sono riempite di gas pesanti: costano 10-15% in piu’ delle normali finestre ma isolano 4-5 volte meglio (al sito www.efficientwindows.org potete trovare un’alternativa completa di finestre in base alla vostra citta’); sigillate ogni fessura, ogni buco e ogni crepa per evitare perdite di energia; installate termostati in ogni stanza; fate una manutenzione regolare della caldaia; usate il GreenFreeze, il frigorifero rispettoso dell’ozono che utilizza come refrigeranti propano e isobutano. Ovviamente tutto questo costa. Il sito Home Energy Saver (http://hes.lbl.gov/) vi aiutera’ a fare un riscontro dei costi. Installate un sistema di pannelli solari consente di ridurre le emissioni di CO2 e di podurre energia pulita. Il sistema consente di risparmiare fino al 75% di kWh di energia e per ogni kWh risparmiato si evita che 0.5 kg di CO2 finiscano nell’atmosfera: se il vostro riscaldamento risparmia il 50% di 2.000 kWh all’anno si arriva a 0.5 ton di CO2, riducendo il totale di CO2 prodotto da una famiglia a 2 ton circa. L’ostacolo piu’ grande al decollo del solare su scala mondiale e’ il prezzo: nel 1975 i pannelli solari costavano 75 dollari a Watt, oggi costano 5.25 dollari a Watt. Una volta installati, l’energia solare e’ gratis, quindi il modo migliore per comparare i costi e’ nell’arco di 20 anni. Su questa base negli usa il solare costa 17-50 centesimi per kWh, a paragone dei 5-12 centesimi dell’energia elettrica. Non appena l’energia solare decollera’, ogni tetto, ogni finestra e ogni muro diventera’ una fonte potenziale di reddito e di energia, con una produzione fotovoltaica che raggiungera’ dai 500 ai 1.000 GW all’anno. Costi orientativi di un impianto fotovoltaico da un kWh in Italia:
Si assume un costo netto dell’impianto di 1988 Euro, basato sulla disponibilita’ dei finanziamenti a fondo perduto del programma 10000 tetti fotovoltaici; il risparmio mensile e’ stato calcolato con riferimento all’utenza domestica con una bolletta da 800 Euro l’anno. Fonte: BP solar, http://www.bp.com/home.do?categoryId=1 Nel 2000 il World Energy Assestment ha stimato che il 27% del mondo gode di venti di classe 3 o ancor piu’ intensi di cui il 4% puo’ essere usato in impianti eolici, dando un totale di 19.000 TWh. Se nel vostro paese/citta’ potete scegliere e firmare un contratto con una societa’ in grado di fornire energia verde, non esitate a farlo, tenendo presente che ora la generazione di elettricita’ e’ responsabile per il 30% dei gas serra e che tutti dobbiamo cercare di agire in modo da ridurre questo dato. Se vivete in uno stato o in una provincia che non consentono alle aziende di energia verde di operare, a causa degli interessi delle grandi industrie del carbone, scrivete agli organi legislativi per stimolarli a cominciare. Fonti energia elettrica nei vari paesi:
7 – Passare a una dieta biologica e vegetariana I bovini mangiano l’erba o qualunque carboidrato con cui le nutriamo, ed il cibo che inghiottono va ai quattro stomaci. In uno di questi, chiamato rumine, viene spezzato dai batteri, rilasciando come sottoprodotto il metano, che nell’atmosfera lavora come gas serra 23 volte piu’ potente della CO2 su un periodo di 100 anni e 62 volte piu’ potente su un periodo di 20 anni. Inoltre essi producono letame che rilascia a sua volta metano. Si puo’ dire che i bovini rappresentano il 4% del problema dell’impatto del cambiamento climatico globale. Non e’ tutto, il contributo puo’ venire ricercato anche nel disboscamento di foreste per creare pascoli, soprattutto in Sud-Centro America, che provoca un aumento globale di CO2. Per ridurre le emissioni di anidride carbonica e di metano derivanti dall’allevamento del bestiame possiamo cercare di mangiare meno carne e piu’ cibo vegetariano, e mangiare cibo coltivato biologicamente o localmente.
Il passaggio
all’efficienza energetica, all’energia pulita e alla rivoluzione del solare
richiedera’ una grande quantita’ di denaro. Tale denaro puo’ provenire dai
cossiddetti ‘Investimenti Socalmente Responsabili (SRI)’. Si tratta di
fondi istituiti dal 1980 per servire gli interessi di coloro che intendono
evitare di investire il proprio denaro in attivita’ dannose per in nostro
pianeta e per i suoi abitanti. Nel Nord America ci sono oltre 60 fondi SRI e un
investitore su otto vi contribuisce, consentendo di raccogliere complessivamente
piu’ di 3.000 dollari di investimenti. Tali fondi contribuiscono allo sviluppo
di nuove tecnologie come la produzione di energia verde, accelerando la nascita
dell’era solare/idrogeno. 9 – Vivere in maniera piu’ sostenibile Al giorno d’oggi disponiamo di tutti i prodotti immagginabili, ma tutte le nostre cose richiedono energia per essere trattate, lavorate e vendute, e se non sono riciclate producono metano una volta finite in discarica. Piu’ compriamo, piu’ emissioni di CO2 rilasciamo: un americano medio e’ responsabile dell’emissione di 11 tonnellate di CO2 per la lavorazione e per la vendita delle cose che consuma. Bisognerebbe carcare di vivere piu’ semplicemente, riciclando, usando cose vecchie riparate, riducendo gli acqisti e i viaggi, comprando prodotti con la scritta “a emissioni nulle di carbonio” o “sicuri per il clima”, comprando crediti per il carbonio. Si tratta di fondi usati per iniziative come le revisioni energetiche in scuole, ospedali o altri edifici pubblici, o per piantare alberi in grado di assorbire la CO2 da noi emessa. 10 – Creare organizzazioni e iniziative Oggi
stanno nascendo Organizzazioni Non Governative (ONG) che stanno intervenendo dal
piano locale a quello globale, contribuendo a migliorare la situazione,
condividendo le proprie preoccupazioni e cercando modi di agire. Dar vita a
gruppi che sostengano l’energia verde e cercino soluzioni a livello locale al
problema del riscaldamento globale puo’ auitarci a combattere l’effetto serra.
Creare un gruppo efficace comporta studiare il cambiamento del clima e le sue
soluzioni, costruire rapporti con media, uomini politici e uomini d’affari,
trovare finanziatori e soci, sostenere nel tempo l’entusiasmo dei membri del
gruppo. Come gruppo, e’ importante lavorare sulle vostre priorita’. Piu’ gli
obiettivi sono specifici piu’ e’ facile raggiungerli. Ci sono sempre troppi
obiettivi da raggiungere, cosi’ scegliete quelli che attraggono di piu’ voi e il
vostro gruppo. 11 – Organizzare delle giornate senza auto Al giorno d’oggi ci sono troppe automobili in circolazione nelle citta’. A livello mondiale il settore dei trasporti e’ responsabile del 33% di CO2 e le automobili contano per circa l’80% di questo totale. In Europa, citta’ e cittadine di tutto il continente stanno scacciando le auto dai loro centri: si lascia la macchina si margini della citta’ e si va a piedi o in autobus, facendo migliorare di molto la qualita’ dei centri cittadini, rendendoli piu’ vivibili e piu’ piacevoli da visitare. Il Nord America non e’ come l’Europa, i suoi centro-citta’ sono molto meno densi, qundi realizzare questa iniziativa e’ un po’ piu’ difficile. Per ora non ci sono ancora state Domeniche senz’auto in una sola citta’ dell’America, ma dobbiamo tenere presente che le nostre citta’ stanno riscaldando il nostro pianeta, quindi le cose devono cambiare nel prossimo futuro. Noi tutti dobbiamo adoperarci affinche’ cio’ avvenga. 12 – Aderire ad un gruppo nazionale per la protezione ambientale Il caso della Danimarca mostra come le associazioni abientaliste nazionali possono fare molto per proteggere il nostro pianeta: 20 anni fa le societa’ elettriche danesi ebbero la visione di una Danimarca alimentata dall’energia nucleare. E’ stato grazie ai pionieri danesi dell’eolico e ai loro gruppi no-profit che la direzione delle politiche energetiche del paese e’ cambiata. Per i gruppi locali e regionali e’ essenziale l’esistenza di gruppi nazionali forti, per i gruppi nazionali, l’esistenza di gruppi regionali forti li aiuta a mandare messaggi piu’ convincenti ai politici e ai capi delle industrie. Esistono numerosissime associazioni in tutto il mondo che lavorano su efficienza energetica, energia rinnovabile, trasporti sostemibili e altre soluzioni per il cambiamento climatico, qui di seguito ne sono elencate alcune:
13 – Rendere piu’ sostenibile il funzionamento della propria citta’ Durante i 10 anni appena trascorsi, le citta’ hanno assunto un ruolo leader nella richiesta di rallentare il cambiamento climatico e di inaugurare l’era solare. Quando si mettono insieme tutte le iniziative possibili per il risparmio di gas-serra, l’effetto e’ notevole. In termini pratici si tratta di:
14 – Arrivare a zero emissioni di CO2 Ogni azienda puo’ risparmiare denaro ed emissioni di gas serra riducendo i propri sprechi ed ottimizzando i propri consumi, grazie el ritorno degli investimenti per i miglioramenti energetici. E’ importante riendersi conto che ridurre le proprie emissioni di gas serra e’ una priorita’ e un’opportunita’ di stabilire un obiettivo piu’ salutare. Una strategia corretta consiste nei porsi obiettivi chiari, istruire il proprio personale, stabilire un programma di incentivi per incoraggiare gli investimenti salva-energia e creare un programma di riduzione dei gas serra con obiettivi, budget, capi e piani d’azione. 15 – Diventare energeticamente efficienti e ridurre gli sprechi
L’illuminazione
puo’ consumare il 20-25% di tutta l’elettricita’ ma stanno diventando comuni i
miglioramenti che aumentano la qualita’ dell’illuminazione riducendo al contempo
l’energia utilizzata del 50-70%. 16 – Rendere il sistema di trasporti piu' sostenibile
Gestire il parco mezzi in modo piu’ efficiente: incrementare l’efficienza dei
veicoli con una manutenzione regolare, con corsi per gli autisti, e
installazione a bordo di sistemi di miglioramento del carburante; usare un
software per pianificare i percorsi piu’ efficienti fra le destinazioni
raggiunte piu’ frequentemente. 17 – Comprare crediti di carbonio Se non potete ridurre a zero le vostre emissioni, potete farlo comprando crediti di carbonio: si tratta di emissioni di gas serra che sono state ridotte o sequestrate da qualche parte per bilanciare le emissioni prodotte da aziende, scuole, chiese, governi, famiglie o gruppi sportivi. Se siete un’aziende ed entrate in partnership con un’associazione di crediti di carbonio potete dire che i vostri prodotti sono “a emissioni nulle di carbonio” o “neutri per il clima”. Si puo’ acquistare un credito di carbonio da ogni progetto misurabile e certificabile, qui di seguito ne sono elencati alcuni: Progetti di crediti di carbonio Prezzo per t di C
Elettrificazione
solare rurale dello Sri Lanka 18 $ Le moderne pratiche di coltivazione sono uno dei fattori che contribuiscono maggiormente al riscaldamento globale. L'uso di fertilizzanti azotati rilascia protossido di azoto, il bestiame rilascia metano durante il processo di digestione, i liquami degli allevamenti rilasciano metano e protossido di azoto se collegati a un sistema anaerobico. La benzina utilizzata per i macchinari ed i camion rilascia anidride carbonica. Considerata nel suo complesso l'agricoltura e' responsabile per l'8% delle emissioni mondiali di gas serra, ma esistono delle soluzioni che possono renderla ecologicamente sostenibile:
19 - Chiudere gli impianti alimentati a carbone Gli impianti alimentati a carbone sono particolarmente inefficienti, perche' usano un processo di combustione che usa quasi due terzi dell'energia del carbone. Oltre a produrre anidride carbonica, questi vecchi impianti rilasciano ossidi di azoto anidride solforosa, polveri e mercurio, tra i peggiori inquinanti del nord America, responsabili di smog, piogge acide, e dell'avvelenamento di fiuimi e di laghi. In un mondo perfetto, gli impianti che che bruciano carbone sarebbero chiusi e ripiazzati con il risparmio energetico, con l'eolico, con il solare, con le biomasse con l'elettricita' generata dalle maree e dall'idorgeno. 20 - Scegliere un carburante sostenibile per il futuro Dal momento che si profila una crisi climatica dobbiamo scegliere una fonte energetica sostenibile adesso per aiutare le macchine del futuro e creare un'infrastruttura ben distribuita. Il combustibile del XXI secolo non sara' il gas naturale, ma l'idrogeno, ma la scelta a lungo termine piu' attenta appare l'elettricita', prodotta da celle a combustibile usando l'idrogeno ottenuto dall'acqua per mezzo di energia da fonti rinnovabili o biomassa da rifiuti. Molta e' la ricerca e lo sviluppo in corso per i veicoli a celle a combustibile. La macchina ecologica definitiva combinera' una costituzione leggerissima, materiali avanzati di composti di polimeri duri, un design aerodinamico, componenti elettronici integrati, accessori a efficienza energerica ed un motore ibrido elettrico-celle a combustibile. Raggiungera' i 35-53 km/litro, e usera' da tre a cinque volte meno energia dei veicoli attuali. Potra' essere alimentata a idrogeno con un convertitore residenziale di celle a combistibile, generando elettricita' da rivendere in rete quando non viene utilizzata. Questo concetto e' stato sviluppato dallo staff del Rocky Mountain Insitute e va sotto il nome di Hypercar. 21 - Dare la priorita' all'efficienza dei veicoli Nel 1988, trovandosi di fronte ad una legislazione vincolante che non volevano, le fabbriche europee di automobili hanno sottoscritto con l'Unione Europea un patto Auto-Kyoto per aumentare l'efficienza della loro flotta passando da 12.33 km/litro a 16.58 km/litro per in 2008 e per ridurre le emissioni del 25%. I fabbricanti di auto giapponesi e coreani hanno fatto lo stesso e si dovrebbe provedere con lo stesso proposito in Nord America. La tecnologia esiste: veicoli ibridi gas-elettrici, freni a rigenerazione, motori a iniezione diretta, tecnologia e combustione magra, cambio marcia controllato elettronicamente, tempo valvole variabile, parti in alluminio, fibre di carbonio, e in composti plastici, profilo piu' aerodinamico. Gli Standard Corporate Average Fuel Effiiency (CAFE) sono stati introdotti negli usa nel 1975 e richiedono una media di 11.7 km/litro per le macchine nuove e di 8.8 km/litro per i furgoni e i fuoristrada. I veicoli hanno raggiunto questi standard negli anni 1980, ma da allora l'efficienza e' rimasta la stessa. Rivedere gli standard CAFE significherebbe portarli a 19.1 km/litro per le macchine e a 14.5 km/litro per i furgoni e i fuoristrada, ma l'indistria automobilistica ha sempre fatto pressioni per evitarlo. Veicoli efficienti attuali e futuri:
22 - Catturare il metano emesso Il metano deriva da tre fonti principali:
discariche, agricoltura, industria energetica. Esso rappresenta il 9% delle
emissioni USA dei gas serra e il 7.6 % di quelle dell'Italia. A partire dal 1800
le concentrazioni di metano dell'atmosfera sono aumentate del 145%, passando da
700 ppm a 1850 ppm. Dal 1992 il tasso globale delle emissioni di metano e'
rallentato. Il metano e' un componente del gas naturale e si puo' trovare anche
in associazione con carbone e petrolio. Sfugge durante gli stadi di produzione,
lavorazione, stoccaggio, trasmissione e distibuzione e puo' essere catturato
tramite svariate tecnologie. Il 30% del metano puo' essere catturato a costi
convenienti, sulla base del valore del metano recuperato, quindi e' naturale
imporre una tassa statale o provinciale sul metano per aumentare gli incentivi
finanziari. Fonti di metano e gas serra:
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