Nota introduttiva: tale pagina ha esclusivamente scopo informativo, Lenntech e' imparziale e il fine di tale pagina non consistere nell'esprimere la propria posizione all'interno del dibattito. Sull'effetto serra sono state realizzate numerosissime ricerche, l'IPCC (Comitato intergovernativo sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite) ha messo a disposizione di tutti le proprie relazioni che mostrano attraverso modelli i cambiamenti climatici attesi per il prossimo secolo e le possibili conseguenze. Gli scettici si oppongono a tali teorie, alcuni addirittura non credono che l'effetto serra esista affatto. Discussione sull'ambientalista scettico I tre che definiscono i cambiamenti climatici un dogma La teoria della mazza da Hockey di Mann Mark Maslin risponde agli scettici La contraddizione sul metano NOAA/IPCC Discussioni specifiche sui dati 
| Bjorn Lomborg, noto a molti come l'ambientalista scettico e idicato dalla rivista Times come una tra le 100 persone piu' influenti ha criticato le previsioni di cambiamenti climatici e le conseguenze nel suo libro. Organizzazioni non governative di cui era precedentemente stato membro attivo l'hanno aspramente criticato in piu' di un'occasione. In questa pagina sono riportate sia le argomentazioni di Lomborg che la risposta di uno dei capi dell'IPPC |
1.1 Bjorn Lomborg1.1.1 Generale Lomborg afferma che gli scenari che sono stati presentati al pubblico sono distorti e non veritieri perche' fatti di modellazioni al computer e assunzioni non realistiche su tecnologie e scelte politiche future. Egli non e' in disaccordo con il meccanismo che genera l'effetto serra e conferma il fatto che l'uomo ha influenzato e aumentato l'effetto serra. Ammette che i secoli precedenti al XX erano piu' freddi, ma sostiene che la causa andrebbe ricercata nella fine di una piccola era glaciale, avvenuta tra in 1400 e il 1900. Questa supposizione sarebbe confermata dalle temperature del Medioevo, che erano di 2-3 gradi maggiori. 1.1.2 Indicatori approssimativi Per determinare la temperatura dei secoli precedenti all'invenzione del termometro, Mann ha inventato una tecnica che si basa sull'analisi dei cerchi del tronco degli alberi. I dati della ricerca effettuata da Mann furono utilizzati nelle relazioni dell'IPCC del 2001. Lombrog critica tale tecnica in quanto sostiene che furono usati solo alberi del Nord America, senza una campionatura spaziale efficace e rappresentativa. Il metodo consente inoltre solo di rilevare le temperature estive e non tiene conto di perturbazioni sugli anelli degli alberi che possono essere derivate da numerosi fattori. Tali dati sono troppo approssimati e mostrano variazioni di temperatura in un periodo di 1000 anni, quando l'evidenza suggerisce invece che e' molto improbabile che avvengano cambiementi climatici in un periodo inferiore ai 1500 anni. 1.1.3 Gas serra e cambiamento termico Riferendosi all'influenza dei gas serra sui cambiamenti termici, Lomborg afferma che non bisogna interrogarsi se i gas emessi al giorno d'oggi avranno influenza sul clima futuro, ma quale sara' l'entita' del loro effetto. Questa e' una previsione molto difficile da fare e i modelli, gia' molto complessi, non tengono ancora conto di numerosi fattori e processi, gli scenari possono non basarsi sempre su assunzioni ragionevoli e possono mancare di alcuni dati. Per esempio e' i le paricelle di zolfo riflettono l'energia solare e questo puo' opporsi all'impatto dei gas serra, riducendo l'incremento termico. Cio' e' stato recentemente ammesso dall'IPCC ed incluso nei loro modelli anche se si tratta di un dato ancora di definizione molto incerta. Altre particelle potrebbero comportarsi come lo zolfo. Inoltre, i dati climatici provenienti dall'NOAA hanno rilevato un minore incremento termico di quanto previsto dai modelli dell'IPCC. Tali differenze potrebbero comportare una minore evaporazione, che porta a una minore presenza di vapore acqueo e a un minore riscaldamento da CO2. Un'altra grave incertezza deriva dalla presenza di nuvole che potrebbero interferire con le radiazioni del sole prevenendo un aumento termico. In che misura e come tali nuvole infuenzano il clima e' difficile da prevedere e da inserire nei modelli, rappresentando quinidi una potenziale fonte di errore negli scenari IPCC. Tale debolezza e' ammessa dagli stessi scenziati dell'IPCC. 1.1.4 Altre cause di variazione termica Lomborg afferma anche che dovremmo chiederci se la reale causa dell'incremento termico e' da ricercarsi solamente nell'effetto dei gas serra: spesso ci si dimentica di un altro importante fattore che consiste nelle radiazioni solari. Se si tiene in considerazione l'energia irraditata dal sole si potrebbe avere una riduzione delle stime del riscaldamento provocato dalla CO2. Un recente studio a dimostrato che l'energia solare e' aumentata nella decade scorsa, facendo aumentare anche la temperatura di 0.4 Celsius e la stessa energia ha provocato un incremento termico di circa il 40% negli scorsi 30 anni. Meteorologi danesi hanno indicato una precisa dipendenza della temperatura sulla terra dalle radiazioni solari, teoria che e' pero' tutt'ora in discussione. Questa teoria afferma che un ciclo solare piu' lungo porta ad avere una minore attivita' solare, il che porta alla presenza di una maggiore radiazione cosrmica ed ad un'aumento della formazione di nuvole. Tali nuvole sono formate da ioni che riflettono l'energia solare, il che previene il riscaldamento della terra. Al contrario, cicli solari brevi comporterebbero un maggiore riscaldamento della superficie terrestre. Tutto cio' spegherebbe le variazioni termiche avvenute tra il 1860 e il 1950. Gli scienziati dell'IPCC affermano che questa ipotesi e' in grado di giustificare fino al 57% delle variazioni termiche. 1.1.4 Scenari IPCC Lomborg critica piuttosto aspramente gli scenari elaborati dall'IPCC nel 1992: afferma che le previsioni sulla crescita demografica sono troppo alte, non e' d'accordo sui dati che prevedono una scomparsa del 82% delle foreste tropicali entro in 2100 e emissioni attese di CO2 duplicate in 109 anni, perche' una crecita ai tassi di incremento indicati oggi significherebbe un raddoppio della CO2 non prima di 154 anni. Le simulazioni al computer utilizzano un tasso di aumento di CO2 dell'1%, ma secondo Lomborg sarebbe piu' corretto utilizzare un valore del 0.6%. Inoltre, rilevare altri gas ed esprimerli come CO2 equivalenti e' un'atra fonte di errore, essi dovrebbero essere invece considerati separatamente per evitare sovra stime dei tassi di CO2. La stampa ripete tali dati senza menzionare le sovrastime effettuate e questo trova ad un fraintendimento di massa. Tali dati sono effettivamente modificati negli scenari IPCC del 1996, in cui le stime di anidride solforosa sono diverse da quelle fatte nel 1992. Lomborg critica anche il fatto che lo scenario IPPC sostenibile sembra funzionare molto meglio di quello basato sulla ricchezza. Egli ci esorta a riflettere se vale veramente la pena passare allo scenario sostenibile comportando una riduzione del reddito futuro dei nostri figli del 50%. Egli considera i migioramenti energetici dello scenario sostenibile un po' peculiari: l'alto impiego dell'energia nello scenario basato sulla ricchezza potrebbe comportare un aumento dei prezzi energetici, e quindi non ci sarebbe molta differenza nei miglioramenti energetici tra gli scenari. L'aumento dei prezzi porta ad un passaggio a fonti di energia rinnevabile, ma Lomborg si chiede se i prezzi di tali fonti scenderanno mai a tal punto da essere competitivi con i combustibili fossili. Egli ci invita a riflettere se gli scenari indicati dall'IPCC come sostenibili saranno mai realmente convenienti, cosa che, dice, non e' mai menzionata dall'IPCC. Un modello fatto dagli economisti indica che il prezzo delle fonti di energia alternative rinnovabili sta scendendo del 30% per decade e di questo passo diventera' competitivo nel 2040. Lo scenario che prevede un continuo e incoltrollato aumento dell'uso di combutibili e' a sua volta poco probabile. 1.1.5 Conseguenze del riscaldamento globale Gli effetti del riscaldamento globale previsti dall'IPCC sono anche stati contestati da Lomborg: Diminuzione del rendimento dei raccolti: tale previsione e' in disaccordo con anche la piu' pessimistica previsione del dipartimento di esperti dell'UK Met, che sostiene che la produzione dei raccolti aumentera' drammaticamente nei prossimi 50 anni. La maggior parte delle piante crescono meglio se sottoposte ad elevate concentrazioni di CO2 ed elevate temperature grazie ad un migliore effetto fertilizzante. Un riscaldamento globale potrebbe marcare ulteriormente la differenza tra i paesi in via di sviluppo ed i paesi sviluppati perche' questi ultimi sono in grado di adattare piu' prontamente i propri raccolti alle diverse condizioni amibientali, ma e' anche vero che prima che gli effetti del riscaldamento globale si manifestino i paesi in via di sviluppo potrebbero essere molto piu' sviluppati e quindi in grado di affrontare tali cambiamenti ambientali. Le previsioni IPCC si basano sulle registrazioni presenti e non tengono, inoltre, conto della possibilita' di sviluppo di varieta' di raccolti resistenti all'impatto del riscaldamento globale. Aumento del livello di mari e oceani: e' vero che il livello del mare e' salito di 10-25 cm durante in secolo scorso e che continuera' a salire di altri 31-49 cm durante il prossimo secolo: 3/4 di tale aumento e' da attribuire all'espansione di mari e oceani causata dall'incremento termico e 1/4 allo scioglimento della calotta glaciale. Secondo le previsioni IPCC l'aumento del livello del mare sottoporra' da 70 a 200 milioni di persone al pericolo di inondazioni nle prossimo secolo. Secondo Lombord la causa di gio' non va ricercata solo nel riscaldamento globale, ma anche nell'aumento della popolazione mondiale. Esso sostiene inoltre che un mondo piu' ricco potra' essere in grado di affrontare maglio il problema inondazioni, costruendo strutture di protezione a un minor costo, e questo non viene considerato nei modelli, che si basano sulle misure disponibili con la tecnologia attuale. Pressione sulle popolazioni e aumento delle malattie infettive: si afferma spesso che un aumento delle temperatura potrebbe provocare forti problemi soprattutto per le popolazioni povere, che vivono nei sobborghi delle grandi citta'. Bisogna pero' considerare che una popolazione piu' ricca sara' in grado di avere sistemi di refrigerazione e condizionamentoe che un mondo piu' caldo significa anche inverni meno rigidi con una conseguente diminuzione delle morti per in freddo che potrebbe bilanciare o superare le morti per in caldo estivo. Si afferma che un aumento della temperatura potrebbe provocare la diffusione di malattie tropicali quali la malaria, ma e' anche vero che la Malaria non si manifesta solo in climi caldi: e' stata un ampio fenomeno nel Ciucolo Polare Artico durante la piccola era glaciale del Medio Evo. Le zanzare portatrici potrebbero ibernarsi rilasciando il batterio quando scongelate. Anche se l'area globale di incidenza della malaria potrebbe essere piu' estesa, lo sviluppo e la ricchezza delle regioni potrebbero affrontare tale problema grazie agli ultimi e sempre maggiori progressi della medicina moderna. Incremento dei disastri legati al clima: ci sono stati periodo duranti l'Olocene in cui le temperature sono state 1 o 2 gradi piu' alte ma non e' avvenuto nessun disastro ambientale. I modelli al computer non danno alcun risultato plausibile quando si tratta di condizioni meteorologighe estreme. L'IPCC afferma che si sono previste condizioni meteorologiche estreme solo a livello regionale, ma anche tali modelli sono inconcludenti per quanto concerne la loro dipendenza dalle variazioni climatiche. Lomborg afferma che non c'e' alcuna evidenza che supporti la dipendenza dei costi legati ai disastri ambientali al cambiamento delle condizioni climatiche, in quanto non si tiene conto del sempre maggior numero di persone costrette a vivere in zone costiere a rischio. Una ricerca del 1999 ha dimostrato che la maggiore causa di catastrofi negli anni novanta non furono condizioni meteorologiche estreme ma cambiamenti sociali. Non tutte le temperature sono cambiate, globalmente le maggiori variazioni sono avvenute alle temperature invernali e notturne, di modo che solo in Australia e Nuova Zelanda si e' registrato un aumento delle temperaure massime estive. Questo potrebbe provocare un aumento delle precipitazioni, del rendimento dei raccolti e un mondo complessivamente piu' verde. Secondo Lomborg e' molto importante tenere in considerazione tutti questi aspetti prima di agire perche' qualunque azione si decidera' di intraprendere sara' molto costosa e complessa. Tutte le misure intraprese dovrebbero basarsi su dati accurati e carsi, cosa molto difficile attualmente data l'inaffidabilita' dei modelli. Tutte queste considerazioni faranno continuare a lungo il dibattito futuro sul riscaldamento globale. 1.1.7 I costi di Kyoto L'IPCC calcola i costi del riscaldamento globale sommando tutti i costi che si avrebbero se le concentrazioni di CO2 raddoppiassero istantaneamente per poi stabilizzarsi. Lomborg afferma che non e' affatto probabile che cio' avvenga, come non e' molto probabile che si abbia un incremento termico di 1.4, 5.8 Celsius. L'IPCC secondo Lomborg non tiene conto delle misure di adattamento ai cambiamenti climatici che i paesi metteranno a punto e non include tutti i settori, trascurando per i trasporti e la questione dell'instabilita' politica. I costi considerati sono la somma dei costi di adattamento e delle conseguenze di non adattamento. I costi in termini relativi non sono equamente distribuiti secondo Lomborg, perche' i costi nei paesi in via di sviluppo sono gli stessi che nei paesi sviluppati. L'IPCC stabilisce che i Paesi in via di Sviluppo (PVS) saranno colpiti piu' aspramente a causa della loro minore capacita' di adattamento, per questo non vengono imposti su di essi alcuni limiti nelle emissioni di CO2. Questo potrebbe pero' significare il trasferimento di industrie a sfruttamento intensivo del carbonio in tali paesi, continuando ad emettere gas senza alcuna restrizione. Quindi le decisioni di Kyoto non porteranno nessun beneficio, a parere di Lomborg, se non verranno inclusi anche i PVS, nonostante essi sostengano che la maggior parte del problema e' causato dai paesi sviluppati da cui anzi sono danneggiati. Secondo Lomborg sarebbe opprtuno incudere anche i PVS dandogli dei permessi per le emissioni che essi potrebbero vendere ai paesi sviluppati, some avviene attualmente per i Paesi gia' coinvolti nel trattato di Kyoto. Questo renderebbe comunque ancora piu' difficile l'iniziale distribuzione dei diritti per la non netta differenza tre paesi sviluppati e PVS e per l'eventuale futura rottura degli accordi da parte di paesi con governi non stabili. Lomborg si chiede pero' anche se incudere tali paesi nel trattato di Kyoto sia la soluzione migliore per noi e per loro o non lo sia piuttosto investire in tali paesi, per esempio per nuove fonti di energia rinnovabile. I costi di Kyoto vengono divisi piu' equamente nei vari paesi del mondo grazie al mercato dei permessi per le emissioni: questo in pratica significa che le riduzioni vengono realizzate nei paesi in cui comportano un costo minore. Cio' e' possibile perche' si ritiene che le emissioni si espandano rapidamente a livello mondiale, quindi non fa alcuna differenza quale paese le provochi. L'EU vorrebbe che i propri paesi commerciassero tra di loro, mentre l'US sostiene un libero mercato dei permessi. Quest'ultimo metodo comporta sicuramente i costi minori. Il trattato di Kyoto consentirebbe una riduzione del fenomeno dell'innalzamento del livello del mare, ma secondo Lomborg l'effetto sarebbe soltanto un posticipo del fenomeno di circa sei anni, dal 2094 al 2100. In effetti gli scenziati ammettono che i tagli alle emissioni dovrebbero essere ben piu' alte di quelle stabilite dal trattato di Kyoto per avere effetto sul riscaldamento globale. Lomborg sostiene infine che una riduzione delle emissioni di CO2 del 5.2% e' molto alta perche' basata sui dati del 1992. Cio' significa anche che le riduzioni necessarie aumenteranno con il tempo ed e' probabile che raggiungano il 50% nel 2050, implicando costi sempre piu' alti: i costi per i tagli delle emissioni nel 2050 potrebbero essere pari ai costi del riscaldamento globale nel 2100 e comunque il problema non sarebbe risolto, ma solo posposto. Questo significherebbe che i paesi dovrebbero pagare il doppio per il fenomeno dell'aumento della temperatura globale del nostro pianeta. 1.1.8 Azione o non azione Per concludere, Lomborg evidenzia che dobbiamo considerare attentamente se e come agire: se riduciamo le emissioni di CO2 di piu' dell'11% o smettiamo totalmente di usare i combustibili fossili, andrenno in contro ad alte perdite economiche. Sembra che il modo migliore di agire sia ridurre leggermente le emissioni di CO2 e contemporaneamente investire in nuove fonti evergetiche pulite, come ad esempio l'energia solare. Lomborg si chiede come mai le relazioni ambientali non tengano mai conto dell'aspetto economico: se i costi derivanti dai tagli nelle emissioni superano i costi derivanti dall'effetto del riscaldamento globale, vale veramente la pena di intervenire? Lomborg ammette che siamo in grado di sostenere i costi della riduzione, ma si chiede se vale la pena di agire magari solo per posticipare il riscaldamento globale solo in un paio d'anni. Source: Lomborg, B., The Skeptical Environmentalist - Measuring the Real State of the World. Cambridge University Press 1998, United Kingdom, H24: Global Warming (258-324) - 1.2 La visione contrastante di Schneider
Stephen Schneider e' uno dei principali esperti sul fenomeno del riscaldamento globale, autore di numerose relazioni e capitoli dell'IPCC. Nella rivista 'Scientific American' contesta duramente quanto affermato da Lomborg, sostenendo che le piu' di 3000 citazioni contenute nel libro 'Ambientalista Scettico' derivano da letteratura secondaria o da articoli dei media. Il ridotto numero di articoli scientifici citati sono solo quelli di autori che condividono la rosea visione di Lomborg. Schneider sostiene che le teorie dell'IPCC sono state studiate e riviste piu' volte, a differenza di quelle di Lomborg, che sebbene sia uno statista non indica mai con quale probabilita' cio' che sostiene portebbe realmente avvenire. L'IPCC da ampi range per le proprie previsioni, ma Lomborg non ne da' affatto. Schneider sostiene che Lomborg fraintende alcuni meccanismi, per esempio l'ipotesi della radiazione solare: non e' stata individuata nessuna forza radiattiva in grado di equivalere la forza radiattiva di origine antropogenica. Egli commenta inoltre l'incapacita' di Lomborg di discutere l'impatto ecologico, concentrandosi invece sugli effetti sulla salute e sull'agricoltura, che crede non verranno negativamente inflenzate dall'effetto serra. Scheider sostiene che l'ipotesi di Lomborg di un'economia futura basata su energia rinnovabile e' piu' un'utopia che una realta', non ritiene probabile che un aumento nei prezzi dei combistibili fossili porti automaticamente ad un passaggio a energie rinnovabili: infatti non ne consegue naturalmente una politica basata sulla promozione dell'energia. Sostiene inoltre che uno scenario basato sui combustibili fossili e' probabile e non molto improbabile come affermato da Lomborg. L'IPCC afferma che le conseguenze del riscaldamento globale possono veriare da benefici a perdite catastrofiche. Lomborg sembra invece focalizzarsi solo sui costi derivanti dal cambiamento climatico. L'IPCC propone una mitigazione delle variazioni climatiche perche' non siamo in grado di prevedere eventi catastrofici, il che significa che un'ampia gamma di conseguenze economiche potrebbe essere inclusa, teoria sostenuta dagli stessi economisti citati da Lomborg. Le teorie economiche citate da Lomborg si basano su un mercato perfetto. In quest'ottica e' possibile sottostimare di molto i costi delle emmissioni. A Scheider non piace come Lomborg liquida li protocollo di Kyoto, perche' non e' possibile estrapolare le conseguense del protocollo per il periodo che va dal 2012 al 2100, come invece Lomborg ha fatto nel suo lavoro. Kyoto impone una riduzione delle emissioni di CO2 del 50%, cosa molto difficile secondo Lomborg. Scheneider ribatte che solo se si applica il protocollo di Kyoto cio' e' possibile, i paesi in via di sviluppo e quelli sviluppati dovranno essere in grado di cooperare per il bene del pianeta, cercando di individuare soluzioni efficaci, e anche se difficile, Kyoto potrebbe essere il primo passo verso questa futura intesa. Scheider critica il titolo del libro di Lomborg: 'Lo stato reale del Pianeta', perche' l'IPCC ha dimostrato che la condizione del nostro Pianeta non e' cosi' rosea come Lomborg la descrive. Il futuro potrebbe collocarsi in una degli scenari previsti, ma nessuno puo' dire quale. Egli infine critica la Cambridge Universty Press per aver pubblicato un lavoro non rivisto. 1.3 La risposta di Lomborg 
Bjorn Lomborg afferma che la maggior parte degli argomenti sostenuti da Lomborg sono errati, che egli ritiene che le sue informazioni siano corrette perche' prese da statistiche e dati al primo posto a livello mondiale, ma ritiene che molti scenziati hanno definito le controargomentazioni di Scheider a Lomborg come di secondaria letteratura. Lomborg non sostiene che non stia avvenendo un riscaldamento globale, ne nega l'influenza dell'uomo su questo fenomeno. Secondo lui i dati dell'IPCC non sono stati presentati in maniera corretta al pubblico, si chiede perche' l'aspetto economico non venga mai riportato. Noi non dobbiamo agire secondo miti e leggende, come il riscaldamento globale e le sue conseguenze sono spesso presentati all'opinione pubblica, ma dovremmo valutare attentamente i costi di un'eventuale azione e confrontarli con quelli di una non azione e decidere come dovremmo rispondere. Lomborg ripete la sua convinzione sul fatto che il protocollo di Kyoto, per quanto positivo per l'ambiente sia troppo costoso, che dovremmo sostenere i paesi in via di sviluppo nel loro sviluppo, in modo da aumentarne il sostenimento. Infine ribatte che il costo di una riduzione delle emissioni del 50% potrebbe anche consistere in un'incapacita' di risolvere gli altri problemi ambientali. Da: The Scientific American, 2001. Per la risposta completa (in inglese) vedi http://www.lomborg.org e per la risposta di altri autori vai a http://www.sciam.com/search/index.cfm?QT=Q&SCC=Q&Q=lomborg 1.4 Greenpeace contro Lomborg 
Anche se difficile a credersi, Lomborg fu un membro e un attivista ecologico dell'organizzazione ambientale internazionale GreenPeace. Quando il suo lavoro L'ambientalista scettico fu pubblicato GreenPeace contesto' ampiamente il suo contenuto, definendolo 'L'anti-Cristo della religione Verde o addirittura definendolo un intellettuale frudolento motivato dal desiderio fascista di screditare la sinistra ambientalista. Non solo GreenPeace, ma anche alcuni scenziati cercarono di screditare Lomborg: Stuart Pimm e Jeff Harvey in una rivista sulla Natura scrissero: 'Quanto scritto da Lomborg nel libro 'L'ambientalista scettico' sul riscaldamento globale implica la stessa strategia di chi, per esempio, sostiene che i gay non stanno muorendo di AIDS e che gli Ebrei non fossero stati perseguitati dai Nazisti, e cosi' via'. Nel capitolo scritto da Lomborg sul riscaldamento globale, egli attacca la serieta' del problema e la maniera con cui si prevede di gestirlo, ma questo non significa che egli non creda' che il fenomeno esista. In alcuni capitoli comuque egli contrasta la gravita' di alcuni problemi ambientali e sostiene che un'azione oggi non e' affatto necessaria: afferma per esempio che il mondo non sta esaurendo le proprie risorse e che le specie non si stanno estinguendo. Egli afferma che GreenPeace fraintende la sua visione sostenedo che secondo lui la situazione va migliorando, quando Lui non dice questo, ma piuttosto che alcuni problemi ambientali non sono cosi' gravi come vengono presentati e che dobbiamo ad imparare ad agire secondo priorita'. Lomborg non vuole agire come un anti-ambientalista, ma vuole che agire facendo scelte basate su statistiche e valutazione dei rischi, piuttosto che su previsioni non sicure e ideologie. Il Daily telegraph definisce Lomborg un uomo segnato a causa delle minacce che riceve dagli ambientalisti a seguito delle sue affermazioni. Source: Thomas, D., Anti-Christ of the Green movement, Daily Telegraph 20/1/2002 2. I tre che hanno definito le variazioni climatiche un dogma Labhom, Rozendaal e Thoenes sono tre cosiddetti scettici del clima che hanno scritto un libro che mette in discussione l'intera teoria del riscaldamento globale spingendo le teorie di Bjorn Lomborg perfino oltre di quanto fu fatto da lui. Essi dubitano perfino che tale fenomeno sia avvenuto, adducendo teorie che chiamano in causa la religione e le credenze della gente sul cambiamento climatico. Anch'essi ritengono che le misure elaborate dal trattato di Kyoto sono inefficienti e troppo costose e che si portebbero impiegare tutti quei soldi in maniera diversa per scopi migliori. Infine, nel prologo del loro lavoro affermano che la discussione sul riscaldamento globale dovrebbe includere tutti non solo gli esperti.
2.1 Fatti Le concentrazioni di CO2 sono sostanzialmente aumentate negli scorsi 100 anni e specialmente nelle ultime decadi. E' plausibile che le emissioni dell'uomo abbiano caustato tale incremento, ma alcuni scenziati sostengono che il contributo antropogenico non supera il 5% della produzione totale. La CO2 e gli altri gas serra possono intrappolare le radiazioni solari, sviluppando l'effetto serra, e tale effetto puo' avere provocato un riscaldamento globale, ma queste sono solo ipotesi, non corrispondono sempre a verita'. 2.2 Asserzioni I tre scrittori sostengono che una sostanza cosi' importante per tutte le forme viventi come l'anidride carbonica non puo' causare una variazione climatica al di la' di quella che avverrebbe naturalmente. Il fenomeno e' stato ingrandito per garantire donazioni e potere alle associazioni delle sinistra ambientalista e alle organizzazioni non governative. Secondo loro gli scenziati hanno manipolato la verita' per garantire certe entrate, come e' avvenuto nel caso della ricerca del Club di Roma, per fare un esempio. I risultati di questa ricerca affermavano che i paesi ricchi stanno consumando troppo cibo e il cibo presto si esaurira'. Una delle assunzioni che inserirono nei propri modelli fu che ogni famiglia ha 4 figli, perche' assumere solo 3.3 figli per famiglia non avrebbe portato a nessuna crisi alimentare prevista. Gli autori affermano che un'assunzione cosi' alta fu presa in proposito e questo esempio mette in evidenza anche i problemi di affidabilita' dei modelli elettronici: sostengono che la complessita' dei modelli climatici non puo' essere rappresentata neanche con il computer piu' potente. Un altro probema sostenuto dagli autori e' la mancanza di dati e registrazioni storiche sulla temperatura, dovuta alla solo recente invenzione del termometro. Solo l'Inghilterra ha delle registrazioni che risalgono fino al 1658, ed esse mostrano un incremento termico di 0.8 Celsius all'anno a partire da 300 anni fa, molto prima della comparsa dei gas serra. Il riscaldamento globale e' considerato una minaccia degli ultimi 5000 anni, ma non ha mai causato un grave impatto nel passato. Secondo gli autori alcuni scenziati stanno tentando di spiegare il collasso della societa' moderna con il riscaldamento globale, ma non e' un'ipotesi plausibile perche' le alte temperature dovute all'effetto serra causano un incremento delle temperature minime, invernali e notturne, e questo e' un beneficio, non un fatto negativo. L'effetto serra provoca un aumento della concentrazione di CO2 e questo favorisce la crescita delle piante. Studi della NASA hanno infatti dimostrato che il nostro pianeta e' diventato in 6% piu' verde rispetto alle due decadi scorse: piu' piante crescono nelle zone calde mentre la copertura vegetale decrese nelle zone fredde, come la Siberia. Secondo gli autori non si da' abbastanza credito agli effetti benefici dell'effetto serra. Come Lomborg gli autori sostengono che invece di investire cosi' tanti soldi nella ricerca climatologica bisognerebbe investirli nei paesi del terzo mondo: questo potrebbe salvare piu' vite rispetto a teorie prive di un solido findamento. Affermano che non si pone abbastanza attenzione al vapore acqueo come causa del riscaldamento globale, che causa il 60-70 % dell'effetto serra, focalizzandosi solo sull'anidride carbonica. Questo avviene perche' e' facile indivisuare la causa delle emissioni di anidride carbonica, i combustibili fossili, ed imporre tasse o altre misure contro di essi. Secondo gli autori non e' esatto stimare i cambiamenti climatici basandosi sulle temperature medie, perche' esse rappresentano una condizione piu' che una cifra esatta: basta un cambiamento di tale condizione, come una variazione dell'intensita' del vento, per avere una variazione termica anche considerevole. I fattori da tenere in considerazione sono troppi e ce ne puo' essere sempre uno che causa una variazione delle condizioni. Per misure delle variazioni climatiche si portebbe considerare l'entalpia, ma questo dato non e' sempre disponibile ed e' di difficile estrapolazione. L'anidride caibonica e' un costituenente essenziale per la vita, e' il principale costituente della materia organica alla base degli esseri viventi, la sua presenza sul nostro pianeta ha reso possibile la comparsa delle piante, tutto l'ossigeno che sostiene la vita proviene dalle piante che sfruttano l'anicride carbonica, quinidi secondo gli autori potrebbe essere sbagliato considerare una sostanza cosi' importante per noi come pericolosa e inquinante. L'uoo produce solo meta' dell'anidride cardonica responsabile dell'effetto serra e meta' di questa meta' viene assorbita da piante e oceani, essendo in totale solo il 4% della CO2 atmosferica. La produzione naturale e' 25 volte piu' alta, quinidi la situazione puo' non essere cosi' negativa come descritto dai media. 3. La teoria della mazza da Hockey di Mann  | Stephen McIntyre e Ross McKritick hanno contraddetto la cosiddetta teoria della mazza da hockery di Michael Mann. Secondo tale teoria stiamo assistendo ad un incremento termico senza pari e il grafico che mostra l'incremento termico delle decadi passate ha la forma di una mazza da hockey (vedi figura). Il grafico rappresentato a sinistra e' il risultato di registrazioni degli anelli degli alberi, dei dati riguardanti la coperura del ghiaccio corallino e di dati storici, usati per determinare la temperatura degli ultimi sei secoli. I due Mc sfruttarono lo stesso database usato da Mann e usarono dei calcoli simili, ma ebbero dei dati completamente diversi in uscita, concludendo che Mann manipulo' i propri dati. |
Secondo i loro calcoli il 15esimo secolo fu piu' caldo del 20esimo, ed essi affermarono che Mann manilupo' i dati, effettuando erronei troncamenti o estrapolazioni, utilizzando dati obsoleti, errori geografici calcoli non corretti o altre glossolane inprecisioni. Mann e i suoi colleghi ribatterono che i Mc non hanno realizzato una verifica adeguata dei loro risultati, non hanno usato gli stessi dati ne procedure adeguate. La discussione non e' ancora finita in quanto Mann non ha ancora avuto abbastanza spazio per una risposta adeguata e i Mc hanno annunciato che publicheranno presto un'ulteriore critica. Altri esperti criticarono la teoria di Mann: Lomborg (vesi sopra), Labohm, Rozendaal e Theones con argomenti simili a quelli dei due Mc, Von Storch provo' a costruire un modello cronologico-termico ed ebbe risultati differenti da Mann, Bradley e altri commentarono che Mann non disponeva di dati sufficienti per poter estrapolare correttamente la temperatura dell'emisfero australe. Queste critiche alla teoria di Mann non significano che l'incremento termico e l'effetto dell'uomo non siano senza pari, l'evidenza avanzata dagli scettici e' troppo carente e altri scenziati hanno nel frattempo avanzato teorie a supporto di quella di Mann e non sono ancora stati smentiti dagli scettici. Da: - Labohm, H., Rozendaal, S. and Thoenes, D, Man-made Global Warming: Unraveling a Dogma. Multi- Science Publishing 2004, Essex, United Kingdom - NRC Handelsblad, 6 februari 2005: 'Herrie om een Hockeystick' 4. Mark Maslin in risposta alle teorie degli scettici
 | Mark Maslin e' autore di un libro intitolato 'Rscaldamento globale, un'introduzione molto breve', un libro scritto allo scopo di informare la gente sul riscaldamento globale e sull'effetto serre, in cui contrasta e discredita quanto sostenuto dagli scettici. 4.1 C02, causa o conceguenza? |
Alcuni scettici sostengono che i dati sulle calotte glaciali indicano che l'aumento della concentrazione di CO2 sia una conseguenza non una causa del riscaldamento globale. Mauslin afferma invece che studi effettuati sulle calotte glaciali dimostrano che l'aumento dei livelli di anidride carbonica in atmosfera concidono con un graduale aumento della temperatura antartica, mentre il rapido incremento avvenuto nell'emisfero nord e' soltanto successivo a questo fenomeno. Una serie di analisi temporali realizzate dalla Colombia University hanno rilevato un sostanziale aumento della CO2 5000 anni prima di una globale variazione delle calotta di ghiaccio. Tutte queste analisi sono a supporto della teoria di un incremento della temperatura globale conseguenza di alti rivelli di CO2. 4.2 Manipolazione dei dati Uno degli argomenti preferiti dagli scettici e' che i dati sul riscaldamento globale sono variati in modo da avere il risultato desiderato, e questo provoca molte discussioni sul fatto se il riscaldamento globale esista o meno. Per esempio Labohm e altri hanno usato tali argomentazioni (vedi sopra). Maslin sostiene che questo fraintendimento deriva dal fatto che il metodo scentifico consiste nel variare e cambiare i dati molte volte, facendo modifiche in modo da poter tenere in considerazione tutti i fattori e acqustare piu sicurezza sui risultati. L'IPCC cerca di assicurare la verifica dei propri dati attraverso l'utilizzo di diverse fonti. 4.3 Attivita' solare Bjorn Lomborg e' uno degli scettici che sostiene che il riscaldamento globale sia strettamente legato all'ingremento delle radiazioni termiche avventuto nelle decadi passate. Sia gli scettici che i non scettici non negano questa relazione e gli scenziati affermano che non solo le radiazioni solari, ma anche l'attivita' dei vulcani possono aver contribuito al riscaldamento globale. In ogni caso Maslin sostiene che gli scettici hanno dato troppa importanza a questo fenomeno: anche se ci sono ancora molte incertezze su questa questione, e' certo che un'effetto combinato delle radiazioni solari e dei gas serra hanno provocato un sostanziale incremento termico negli ultimi 130 anni. 4.4 Dati dal satellite Dati trasmessi dal satellite hanno evidenziato una tendenza verso un riscaldamento globale negli ultimi 20 anni. Questi dati sono tuttavia molto incerti e la loro riesaminazione ha dimostrato molte inconsistenze: aggiustamenti di altitudine, friezione con l'atmosfera e comparazioni inter-strumentali hanno causato dubbi sull'attendibilita' di questa ipotesi. Comunque 20 anni sono un periodo troppo breve perche si possa rilevare una tendenza a livello climatico, ci vuole un periodo ben piu' lungo. 4.5 Influenza delle nuvole L'infuenza delle nuvole sul clima e' una delle questioni ancora molto incerte: esse possono avere sia un effetto negativo che positivo sul riscaldamento globale, possono sia assorbire che riflettere le radiazioni solari, riscaldando o raffreddando la superficie terrestre. Questo dipende in gran parte dalla natura e dalla posizione delle nuvole, che dipende a sua vlte dalle caratteristiche delle particelle che formano le nuvole. La rappresentazione delle nuvole nei modelli climatici e' molto incerta, anche se i modelli sono migliorati di molto. Quello che e' certo e' che i modelli hanno dimostrato che le nuvole non riescono molto a contrastare l'effetto termico. 4.6 Affidabilita' del modello climatico Una domanda ricorrente da parte degli scettici e' se possiamo fidarci dei modelli climatici o meno: essi danno spesso risultati diversi, non riescono a prevedere brutti cambiamenti climatici, la variabilita' climatica, la circolazione oceanica profonda e le passate tendenze climaticha, tanto che dati approssimativi sembrano essere piu' ampie dei modelli risultanti. Maslin sostiene che la scienza non e' una disciplina in grado di predirre il futuro, nonostante la gente si aspetti cio'. Nessun modello climatico sara' mai perfetto, ma essi ci offorno una buona stima degli eventi futuri. Parecchi modelli climatici disponibili oggi propongono le stesse tendenze termiche e questo rinforza la nostra confidenza nei modelli che sono stati realizzati da molti scenziati in tutto il mondo. Egli afferma anche che se i modelli ci offrissero una previsione esatta del futuro, nessuno ci crederebbe e avremmo comunque le stesse discussioni che si hanno oggi. Gli scettici sostengono che i modelli elettronici non sono in grado di prevedere bruschi eventi atmosferici che hanno impatto sul nostro clima, ma e' anche vero che questi eventi provocano cambiamenti climatici su un arco di tempo breve, ma i loro effetti a lungo termine sono praticamente nulli. La ricostruzione della variabilita' climatica e' diventata piuttosto buona al giorno d'oggi, anche se la simulazione delle variazioni climatiche e' ancora piuttosto incerta. I continui miglioramenti consentono comunque di avere continui miglioramenti in questo settore. La circolazione profonda degli oceani e' stata inserita in questi modelli gia' da parecchi anni e puo' quindi essere prevista con abbastanza sicurezza. Si tratta pero' di un fenomeno molto complesso e quindi rimane e rimarra' una certa incertezza. Il modello che risulta dai dati storici di variazioni climatiche e' piu' ristretto del modello risultante da dati approssimati, ma e' stato stimato che si puo' ritenere corretto per il 75%. Da: Maslin, M., Global Warming, a very short introduction. Oxford University Press, Oxford 2004, page 60-65, 78-82 5. La contraddizione NOAA/IPCC sul metano L'IPCC sfrutta i modelli climatici per le proprie previsioni e proiezioni. L'IPCC prevede che il livello delle emissioni di metano (CH4) aumentera' nel prossimo secolo: tale aumento previsto e' piu' pronunciato nello scenario SRES di ricchezza a sviluppo regionale, in cui si prevede aumenti tra 549 e 1069 Mt entro il 2100. Nello scenario globalizzato le emissioni di ozono diminuiranno prima o poi nel 21st secolo. L'Amministrazione Nazionale Oceanica e Climatica (NOAA) riporta basandosi su immagini via satellite che l'aumento di metano in atmosfera e' diminuito fortemente (vedi fugura a sx) e prevede che tale tendenza vada avanti, fino ad annullarsi nei giro di qualche decennio (Dlugokencky et al., 1998). Per qualche ragione questo dato non fu mai riportato dai maggiori canali o siti internet. Esso potrebbe portare a una sovrastima da parte dell'IPCC del 5% del riscaldamento globale. Questo fu anche menzionato da Lomborg (vedi sopra). 
Figura: contrasto tra le estrapolazioni di IPCC e NOAA L'autore dell'IPCC che si occupa delle stime dei livelli di metano ammette che i dati utilizzati nei loro modelli sono vecchi fino a 15 anni. Questo puo' spiegare la discrepanza tra IPCC e NOAA. Da: National Oceanic and Atmospheric Climate Administration (NOAA) 6. Discussione su dati specifici I dati riguardanti il riscaldamento globale vengono frequentemente discussi ed e' tuttora un argomento piuttosto incerto. Alcuni tra gli attuali dibattiti sono riportati qui di seguito. 6.1 Documentazione di misurazioni di temperatura Alcune critiche hanno messo in evidenza che l'assunzione di temperature medie per il nostro pianeta spesso non e' affatto corretta perche' implica una differenza di temperatura fino a 100 gradi C da una zona all'altra del nostro pianeta. La temperatura media ha significato solo quando e' intesa come temperatura differenziale in un periodo di riferimento, per esempio nell'arco di 25 anni. Per misurare la temperatura media si considera la temperatura di un quadratino di 5 gradi di latitudine e 5 di longitudine, ma non tutti i rettangoli contengono stazioni di misurazione, quindi la maggior parte delle temperature vengono estrapolate sulla base della temperatura dei rettangoli vicini. Per tenere conto delle variazioni termiche locali bisognerebbe avere almeno una stazione ogni 10x10 km, il che significherebbe 5 milioni di stazioni invece delle 500 mila attuali.  | Ulteriori problemi derivano dal fatto che le stazioni si trovano sempre sull'entroterra, mentre il 70% del nostro pianeta e' costituito dall'acqua e la maggior parte delle misure viene fatta in citta', dove la temperatura e' leggermente piu' alta. Secondo tali critiche le misure termiche via satellite sono piu' accuate, in quanto coprono l'intera superficie del nostro pianeta. L'IPCC non condivide queste argomentazioni perche', sostiene Scheider (vedi sopra), le misure satellitari sono inconsistenti. |
Da: - Labohm, H., Rozendaal, S. and Thoenes, D, Man-made Global Warming: Unraveling a Dogma. Multi-Science Publishing 2004, Essex, United Kingdom - Various internet articles 6.2 Emissioni di CO2 e variazioni termiche L'astrofisica Sallie Baliunas sostiene che almeno l'80% delle emissioni antropogeniche di CO2 sono entrate nell'atmosfera dopo il 1945, mentre si e' rilevato un aumento termico di 0.45 Celsius prima del 1945, con una leggera diminuzione dal 1945 ad oggi. Critici sostengono che negli ultimi 70 anni non si e' assistito a nessun incremento termico, mentre le concentrazioni di CO2 sono notevolmente aumentate. Queste considerazioni rendono molto difficile la spiegazione della relazione tra CO2 e variazione termica, portando alcuni critici ad affermare addirittura che l'incremento termico provoca un aumento dell'anidride carbonica nell'atmosfera, non viceversa. Un'altra critica evidenzia che il contributo da parte dell'uomo alle emissioni di anidride carbonica e' molto basso rispetto a quello naturale: 8 miliardi di tonnellate l'anno contro 20 milioni di tonnellate/anno. Labhom e atri sostengono inoltre che la CO2 assorbe solo le radiazioni nello spettro infrarosso, non influenzando quindi molto in clima del nostro pianeta. Essi affermano che non e' corretto paragonare la terra a una serra e parlare di effetto serra, perche' il sistema terrestre e' molto piu' complesso di una semplice immissione emissioni di radiazioni, bisogna invece considerare molti fattori da diverse angolazioni. Essi non ritengono che un cambiamento climatico sia improbabile, ma si chiedono se si manifestera' con una variazione termica. Pagine correlate Gas serra Meccanismo dell'effetto serra Conseguenze dell'effetto serra Combustibili fossili Sommario sulla riduzione delle emissioni richiesta dal protocollo di Kyoto Gli Stati Uniti e il protocollo di Kyoto Storia dell'effetto serra e del riscaldamento globale Soluzioni per ridurre l'effetto serra |